mercoledì 6 maggio 2026

Déjà vu, che cos'è e quando si verifica

Un luogo visitato per la prima volta, abbiamo l’impressione di averlo già visto, di esserci già stati. Questa sensazione viene chiamata dagli psicologi “déjà vu. Il significato, del termine francese, è “già visto”. Si tratta di un’esperienza che hanno vissuto almeno il 70 per cento delle persone. E’ un fenomeno spesso attribuito ad un errore cerebrale e neuro psicologico. Si verifica maggiormente quando il soggetto è sotto stress oppure stanco. Le scienze della psiche affermano che il “déjà vu” è una sorta di anomalia temporanea della memoria. In sostanza, il cervello processa le informazioni sensoriali su quel determinato luogo in modo errato. Altre teorie collegano questa impressione ad immagini di sogni che poi vengono “ripescati” a livello inconscio. Si potrebbe parlare anche di una deduzione chiamata precognizione, significa che una persona potrebbe sognare un luogo in cui non è mai stata, ma che nel futuro visiterà. In questo modo, nonostante il sogno cada nel dimenticatoio, si avrà comunque una certa famigliarità nel vedere posti nei quali non abbiamo mai messo piede.

 


Un’altra spiegazione può essere ricondotta alla rassomiglianza. In altre parole, la scena che noi stiamo guardando ci sembra di averla già vissuta perché assomiglia a qualcosa che abbiamo realmente fatto. Ma il cervello non riesce a ricordate quale. Il “déjà vu” si verifica anche in alcuni bambini con casi di reincarnazione quando raccontano di essere già stati una città o un paese da loro indicato come luogo della vita precedente. Strade, quartieri e casa appaiono famigliari. Anzi i bambini si accorgono anche di possibili cambiamenti che si sono verificati come una nuova costruzione oppure nuovi alberi ecc.

“Occasionalmente, degli adulti che hanno avuto delle esperienze di “déjà vu” hanno affermato che, in quel momento ma anche in seguito, si sono accorti di avere un’inaspettata conoscenza del luogo in cui si era verificata l’esperienza. Ad esempio, si sono accorti di sapere che dietro l’angolo di un palazzo si trovava la bottega di un fabbro quando questa era totalmente fuori dalla portata della loro vista. E tale bottega, poi c’era veramente”. Tratto dal libro "Bambini che ricordano altre vite" di Ian Stevenson



Nessun commento:

Posta un commento

Gratitudine, ringraziamo per il bello della vita

  Si tratta della dimostrazione, a livello emotivo, di quanto ciò che di positivo nella nostra vita ci renda felici Immagine creata da Googl...