venerdì 24 aprile 2026

Il nostro tempo, dobbiamo esserne avari

 

I più splendidi ingegni del passato, per quanto concordino tutti su questo argomento e lo diano per scontato, non finirebbero mai di stupirsene e di rilevare con meraviglia quanto sia ottusa e incoerente la mente degli uomini, i quali da un lato non permettono agli altri d’invadere le loro proprietà e se mai sorge la minima lite per questioni di confine come niente reagiscono a colpi di pietre o di spada, dall’altro gli consentono di entrare nella loro vita, anzi, di farne man bassa come se ne fossero i padroni, non sono disposti a dividere con nessuno il proprio denaro e poi distribuiscono la loro esistenza a centinaia di persone, tirchi coi propri beni materiali, prodighi del loro tempo, quando invece dovrebbero esserne avari.” Lo diceva Seneca nel 49 d.C. nel testo “L’arte di vivere a lungo”.

Indiscutibile la sua lungimiranza considerando che le sue parole sono attuali, nonostante il tempo trascorso. E’ forse nella natura umana l’incoerenza? Oppure l’evoluzione sociale va a rilento? Con pochi concetti, Seneca è riuscito a tradurre l’uomo nella sua modestia. Ulteriore riflessione è data dal seguente passo: “Ora che sei giunto al limite della vita umana, dato che hai cent’anni e forse più, torna un po’ indietro e calcola quanto di tutto questo tempo ti ha tolto un creditore, quanto l’amante, quanto  il tuo capo, quanto i tuoi dipendenti e i litigi con tua moglie, le punizioni inflitte alla servitù, l’andare in giro per la città a rendere visite di cortesia, e ancora tutti quegli accidenti che ti sei procurato con le tue stesse mani, nonché il tempo che hai lasciato inutilizzato: tira le somme e guarda quanto sono pochi gli anni in cui sei vissuto per te, di fronte a quelli che hai. Cerca poi di ricordare quante volte sei stato fermo nei tuoi propositi, quanti giorni ti sono trascorsi come avevi stabilito, quanto tempo hai dedicato a te stesso e quante volte è rimasto impassibile il tuo volto e intrepido il tuo animo, che cos’hai in concreto realizzato in così lungo tempo, quante persone ti hanno derubato della tua vita senza che tu nemmeno ti accorgessi di ciò che perdevi, quanto tempo ti hanno sottratto un dolore vano, una gioia stupida, un desiderio insaziabile, una conversazione frivola, e vedrai quanto poco ti è rimasto del tuo: comprenderai allora che pur con una vita così lunga la tua morte è precoce”.


Nessun commento:

Posta un commento