lunedì 11 maggio 2026
Resistere alle tentazioni sessuali e seduttive
Molti uomini
e donne, felicemente fidanzati oppure sposati, si lasciano andare alle
tentazioni di carattere sessuale o seduttive. Sono distrazioni che possono comodamente
entrare nella vita quotidiana e farci perdere momentaneamente la strada. E’
come fosse una piccola deviazione che può
durare una notte oppure qualche mese. In altri casi, le relazioni clandestine
possono avere tempi maggiori, addirittura anni. I partner traditori, si auto
giustificano dichiarando di non amare l’altro/a, ma di essere ancora innamorati
del proprio compagno/ a. Si tratta in altre parole di un abbandono agli istinti
sessuali.
Per
tradimento sessuale intendiamo esplicitamente un rapporto con un’altra persona.
Per quanto riguarda quello seduttivo, parliamo invece di una semplice relazione
verbale, di tatto, di sguardi e d’intesa con qualcuno, senza mai approfondire
fisicamente. Per intenderci, è una sorta di rapporto platonico. Alcune persone
diventano dipendenti da questo tipo di piaceri e possono restare incagliati in
situazioni particolari creando poi un
circolo vizioso. Insomma, soddisfatto un appetito, è probabile che
poi torni di nuovo fame e si ricomincia! In realtà, l’essere umano deve avere
un certo controllo di base perché la promiscuità non è mai una buona idea. Gli istinti,
anche se leciti, vanno comunque tenuti a bada in quanto siamo dotati di un intelletto
che ci “salva” dagli errori che potremmo commettere. Chiaramente guardare un
bell’uomo o una bella donna e crearci un pensiero, non ci condanna al
tradimento. Se tutto gira intorno alla fantasia, ma niente fatti, è anche
divertente pensarci su’.
Ci sono
periodi della nostra esistenza dove il desiderio sessuale è più forte. Se
utilizziamo questo fuoco interiore esclusivamente con il nostro compagno/a,
possiamo trarne benefici per la coppia. Lasciarsi distrarre da altre situazioni
può portare ad una degenerazione lenta e
dolorosa dei rapporti che abbiamo dentro casa. Si potrebbero innescare
riflessioni e soprattutto paragoni che non fanno altro che screditare l’altro.
Dobbiamo essere consapevoli che le “leggerezze” di un’alternativa si
ripercuotono sui nostri partner. La cosa giusta da fare è scegliere da che
parte stare.
sabato 9 maggio 2026
Vuoto emotivo, la sensazione di non avere uno scopo
Avete mai
provato quella maledetta sensazione di non avere alcuno scopo nella vita? Vi
siete mai chiesti perché state su questo mondo e cosa dovete fare? E se ciò che
fate ha davvero un senso? E’ la sensazione di quelle persone che si alzano la
mattina, vanno a lavorare, tornano a casa, mangiano e il giorno dopo è uguale
al giorno prima. E’ la percezione di quelle persone che quando hanno il giorno
di riposo dal lavoro, non sanno cosa fare perché sono sole, non hanno amici
oppure quei pochi che hanno sono sposati con figli ed hanno altro a cui
pensare. Sono quelli che piangono perché avrebbero semplicemente bisogno di
scambiare due chiacchiere con qualcuno. Sono anche quelli che non hanno un
partner, non hanno famiglia, non hanno figli e forse neanche un cagnolino da
compagnia.
Penso che
questo tipo di persone, in fondo sono molto coraggiose, sono degli eroi perché affrontano
la quotidianità e i problemi come dei guerrieri. Non hanno l’appoggio di
nessuno e questo li rende sempre più forti perché si risolvono da soli. Hanno
la capacità di auto difendersi e di esternare una grande energia, una luce che
risveglia l’anima. La solitudine è una buona amica quando c’è la necessità di
evolversi spiritualmente ed emotivamente. Le più grandi riflessioni si fanno in
stati di raccoglimento e silenzio. Tantissime persone si abituano a questa
condizione, si adattano e ne traggono giovamento. Facendo un serio percorso di “rinascita”
e meditazione, hanno la capacità di trovare la felicità nella serenità e
tranquillità della loro giornata. Ed è questo il vero scopo della vita, elevarsi,
accrescere le proprie conoscenze e dare amore al mondo con la propria luce
energetica.
venerdì 8 maggio 2026
Smetti di creare emozioni negative
La
negatività è un modo comportamentale di orientamento pessimista. Si tratta di
un energia nociva che influenza il proprio benessere personale e anche di tutti
coloro che ci gravitano intorno. E’ un approccio critico e sgradevole alla vita
che produce continue lamentele su cose o persone. I pensieri ricchi di
negatività hanno la facoltà di inquinare l’ambiente nel quale ci troviamo e
molto spesso chi vive vicino ad una persona negativa, si allontana per “intossicazione”.
I soggetti pessimisti non si rendono conto di essere contagiosi e di creare una
situazione tesa e pesante. Se pensiamo ad esempio, ad un ambiente di lavoro
oppure in una famiglia, dove c’è una persona che esprime riluttanza, rancore, e
infelicità; inevitabilmente cercheremo di tirare un sospiro di sollievo allontanandoci.
Cosa fare
quando il nostro sguardo è concentrato soltanto sui pensieri negativi? Prendere
coscienza della nostra fase nera e infelice, è il primo passo da fare. Facciamo
un reale discorso con noi stessi, non auto inganniamoci e cerchiamo di capire perché
siamo insopportabilmente pesanti. Qual’è il problema? Non ci piace il lavoro
che svolgiamo? Oppure non stai più bene con una persona? O peggio, hai perso
una persona cara o sei vittima di un dolore fisico? Con qualsiasi problematica
tu abbia a che fare, non puoi fare altro che trasformare il tuo disagio in accettazione. Quando avrai svolto una reale
riflessione sulla tua questione negativa allora potrei passare all’azione. E’
possibile modificare qualcosa per migliorare la vita? Bene, non lamentarti, ma
inizia a muovere i primi passi per costruire le tue giornate future eliminando
il pessimismo. Assumiti la responsabilità e abbandona le emozioni che ti
mettono avversione.
Per
affrontare le battaglie dell’esistenza, di qualsiasi natura esse siano, più o
meno gravi, il disfattismo non è di certo una buona idea in quanto attira ulteriore energia negativa. E’ come
se l’infelicità si propagasse maggiormente. Inoltre, che tipo di utilità porta
avere un atteggiamento catastrofico? Risolve qualcosa? Direi proprio di no. La
responsabilità è solo la nostra. Lasciamo cadere le avversità, come se
abbandonassimo un bagaglio pesante che ci trasciniamo dietro da tempo; ormai
sarai esausto. Prendiamo atto che l’accettazione è la strada migliore da
percorrere. Bisogna percorrere la via della guarigione interiore cercando di
comprendere che soltanto noi possiamo cambiare la prospettiva con la ragione,
la fede e i buoni sentimenti.
giovedì 7 maggio 2026
Persone ottuse, come comportarsi e sopravvivere
Sono certamente convinta che nel corso della vostra esistenza avrete incontrato una o più persone ottuse. Sono facilmente riconoscibili in quanto agiscono con poco intelligenza, mostrando comportamenti poco idonei alla situazione e spesso insensati. Questo tipo di soggetti hanno una chiusura mentale che provoca piena insoddisfazione quando avete con loro una conversazione nella quale cercate di spiegare il vostro punto di vista. Sono quelle persone alle quali si potrebbe tranquillamente rivolgere il dilemma: “ma ci sei oppure ci fai?”.
Normalmente, nella vita ciò che conta è fare bene il proprio lavoro, in maniera efficace ed efficiente, comportarsi bene ed essere gentili con il prossimo e fare progetti per il futuro a lungo termine. Gli ottusi invece, hanno tutt’altri scopi ovvero le questioni a breve termine. In sostanza, sono persone opportuniste che vivono alla giornata senza curarsi delle conseguenze di ciò che dicono oppure di ciò che fanno. Non hanno filtri e pertanto quando parlano non fanno riflessioni profonde. Vivono sulla linea dell’opportunismo. Praticamente agiscono esclusivamente per i loro obiettivi personali. Dove trovano da arraffare, qualsiasi cosa, loro ci sono!
Se per forza di cose, dobbiamo avere a che fare con gli ottusi, la strategia migliore è quella di allontanarsi e ignorarli. E’ inutile cercare di parlare o di cambiare i loro comportamenti, anche volti a fare del bene. Purtroppo, non comprendono ciò che fate per essere gentile. Anzi, pensano che tutto sia dovuto. Nella vita lavorativa, bisogna “combattere” con più persone ottuse. Tra di esse, si può tentare di dare spazio e fiducia ad un collega che sperate abbia bisogno di aiuto e di un po’ di stima in più. Per mesi, perderete tempo ed energie. Fate di tutto per agevolarlo, per dedicargli discorsi infiniti per risolvere tutti i suoi dubbi. Ad oggi vi posso confermare che tutte intenzioni saranno vane perché dal primo giorno, fino all’ultimo, purtroppo non cambierà nulla. Vi dirò di più, le sue richieste saranno sempre maggiori. Come se tutto gli aspettasse di diritto. Infine, mollerete! Capirete che non potevo migliorarlo perché, l'ottuso non è mentalmente maturo e propenso a seguire i vostri consigli..
mercoledì 6 maggio 2026
Esperienza di Pre- Morte, NDE Near-Death Experiences, il racconto di Dannion Brinkley
Dannion Brinkley imprenditore e autore di bestseller ha scritto il libro “Ritorno dall’Aldilà”. E’ un uomo che ha vissuto un Esperienza di Pre- Morte, NDE Near-Death Experiences. L’autore racconta che il 17 settembre del 1975 era a casa. Era tornato da poco da un viaggio in Sud America e lavorava per il governo, oltre ad avere varie attività in corso. Quel giorno, era al telefono e fuori c’era un bel temporale che dava il meglio di sé. Mentre era in conversazione telefonica, un fulmine lo ha colpito.
“Il suono che sentii fu quello di un treno
merci che mi perforava l’orecchio alla velocità della luce. Scariche elettriche
mi trapassarono il corpo e sentii ogni mia singola cellula bruciare come se
fosse immersa nell’acido di una batteria. Poi me ne andai in un altro mondo” scrive Dannion
Brinkley nel suo primo capitolo del libro.
L’autore
racconta che dopo la sofferenza e il dolore profondo iniziale che ha provato, è
arrivata la pace e la tranquillità.
“Era una sensazione che non avevo mai provato
prima di allora e che non ho mai più sentito in seguito. Era come immergersi in una
magnifica calma”.
Mentre la
moglie lo soccorre incredula, chiamando l’ambulanza, Dannion Brinkley racconta
di essersi ritrovato fuori dal corpo in uno spazio grigio- blu dove poteva
ragionare e formulare dei pensieri.
“Non avevo la minima idea di cosa fosse
successo. Vedevo il mio corpo e mia moglie che mi fissava. Pensai che dovevo
essere morto. Ero dispiaciuto per mia moglie Sandy, ma non mi curavo della
persona che giaceva sul letto”.
Arrivarono
i paramedici che prestarono i primi soccorsi. Presero il corpo e lo caricarono
sull’ambulanza, direzione ospedale.
“Sopra al mio corpo morto si stava formando
un tunnel che si apriva come l’occhio di un ciclone sempre più vicino”.
Déjà vu, che cos'è e quando si verifica
Un luogo visitato per la prima volta, abbiamo l’impressione di averlo già visto, di esserci già stati. Questa sensazione viene chiamata dagli psicologi “déjà vu”. Il significato, del termine francese, è “già visto”. Si tratta di un’esperienza che hanno vissuto almeno il 70 per cento delle persone. E’ un fenomeno spesso attribuito ad un errore cerebrale e neuro psicologico. Si verifica maggiormente quando il soggetto è sotto stress oppure stanco. Le scienze della psiche affermano che il “déjà vu” è una sorta di anomalia temporanea della memoria. In sostanza, il cervello processa le informazioni sensoriali su quel determinato luogo in modo errato. Altre teorie collegano questa impressione ad immagini di sogni che poi vengono “ripescati” a livello inconscio. Si potrebbe parlare anche di una deduzione chiamata precognizione, significa che una persona potrebbe sognare un luogo in cui non è mai stata, ma che nel futuro visiterà. In questo modo, nonostante il sogno cada nel dimenticatoio, si avrà comunque una certa famigliarità nel vedere posti nei quali non abbiamo mai messo piede.
Un’altra spiegazione può essere ricondotta alla rassomiglianza. In altre parole, la scena che noi stiamo guardando ci sembra di averla già vissuta perché assomiglia a qualcosa che abbiamo realmente fatto. Ma il cervello non riesce a ricordate quale. Il “déjà vu” si verifica anche in alcuni bambini con casi di reincarnazione quando raccontano di essere già stati una città o un paese da loro indicato come luogo della vita precedente. Strade, quartieri e casa appaiono famigliari. Anzi i bambini si accorgono anche di possibili cambiamenti che si sono verificati come una nuova costruzione oppure nuovi alberi ecc.
“Occasionalmente, degli adulti che hanno avuto delle esperienze di “déjà vu” hanno affermato che, in quel momento ma anche in seguito, si sono accorti di avere un’inaspettata conoscenza del luogo in cui si era verificata l’esperienza. Ad esempio, si sono accorti di sapere che dietro l’angolo di un palazzo si trovava la bottega di un fabbro quando questa era totalmente fuori dalla portata della loro vista. E tale bottega, poi c’era veramente”. Tratto dal libro "Bambini che ricordano altre vite" di Ian Stevenson
martedì 5 maggio 2026
Disistima, come bloccare i pensieri negativi
Quando i pensieri negativi su noi stessi si presentano sotto forma di auto critiche costanti e ripetitive, stiamo semplicemente dando spazio ad una parte di noi stessi che diventa antipatica e ingombrante. Il ragionamento tossico, può creare danni davvero molto importanti, perché nel lungo periodo finiremo di convincere il nostro cervello che siamo delle nullità. Si potrebbe creare un circolo vizioso dal quale è difficile uscire e la nostra visione delle cose sarà ovviamente del tutto negativa.
La disistima nasce da
un costante confronto che facciamo di noi stessi con gli altri, quelli che
pensiamo siano migliori di noi. Questo sistema si attiva sia perché fin dall’infanzia
siamo stati oggetto di paragoni con il fratello o la sorella oppure i figli
degli altri; sia perché noi stessi ci auto trattiamo non come persone, bensì
come marionette. Ci sembra che non esista null’altro al di fuori dei nostri
fallimenti. Chiaramente, i nostri problemi di auto stima e denigrazione non
sono semplici da risolvere. Mettevi in mente, che avete bisogno di tempo e
soprattutto di impegno. Parlo per esperienza personale!
Quali sono i passi
fondamentali che ci consentono di saltare gli ostacoli dei pensieri negativi?
Come prima cosa, domani mattina quando vi
svegliate, iniziate a pensare che sarà una buona giornata e che qualsiasi cosa accada,
non dovete perdere la calma. Dovete utilizzare il controllo della mente. Voi
non siete i vostri pensieri. Fate un elenco di attività che dovrete
svolgere durante la giornata o prima o dopo il lavoro. Tra le azioni che
dovrete compiere, metteteci una bella passeggiata di 30 o 60 minuti, magari in
un parco oppure al mare. Fare attività fisica produce ormoni del benessere. Sentite
i profumi, guardate il cielo, siate presenti a voi stessi. Non divagate con la mente.
La seconda cosa da fare, quando comincia il ciclo devastante, è utile bloccarlo con un mantra da recitare.
Io utilizzo la preghiera dell'Ho'oponopono: “Ti amo, mi dispiace, ti prego
perdonami, grazie”. La ripetizione costante di queste parole, produce calma, pace
e serenità. L’effetto che fa su di me è molto positivo e blocca qualsiasi
ragionamento auto denigratorio.
La terza cosa è iniziare una qualsiasi attività dove si utilizzano le mani o il corpo. La distrazione
verso un lavoro di tipo manuale, fa smettere di rimuginare continuamente.
Dovete essere presenti a voi stessi affinchè possiate concentrarvi su ciò che
state facendo.
Ricordati, tu non sei i
tuoi pensieri e non sei meno di altri. Non curarti degli altri, non essere
invidioso. Tutti hanno i loro problemi, anche coloro che sembrano stare bene,
ricchi e simpatici. Se tu ascoltassi le disgrazie altri, ti riprenderesti i
tuoi. Concentrati e non mollare!
domenica 3 maggio 2026
Esperienze di Pre- Morte, NDE Near-Death Experiences, la testimonianza di una donna
Le esperienze di Pre- Morte, anche note come NDE Near-Death Experiences sono vicende raccontate da persone di tutto il mondo e di diverse religioni che hanno avuto un evento che ha portato alla morte temporanea, come un arresto cardiaco, un incidente o traumi di vario genere. I soggetti, tornati poi in vita, narrano episodi di distacco dal corpo, il passaggio in un'altra dimensione o stato di coscienza, una profonda sensazione di serenità e in alcuni casi l’incontro con esseri di luce oppure parenti o conoscenti defunti. Le testimonianze di NDE Near-Death Experiences sono nitide e non si dimenticano (come i sogni) nell’arco di lungo tempo.
Riporto
di seguito la testimonianza di una donna che ho tratto dal libro “La vita oltre
la vita” di Raymond Moody.
“Il dottore mi aveva già dato per morta, ma io sopravvissi. L’esperienza che avevo attraversato era tuttavia così gioiosa da non lasciarmi alcuna sensazione sgradevole. Mentre rientravo in me aprii gli occhi e mia sorella e mio marito mi videro. Vedevo la loro gioia e le loro lacrime. Mi pareva di essere stata richiamata, come da una calamita, dall’amore di mia sorella e di mio marito. Da allora credo che altri possano ricondurci in vita”.
Moltissime
persone che hanno vissuto un’esperienza così forte, hanno raccontato che l’amore e la preghiera dei propri cari
sono fondamentali per generare una forza concreta. L’atto di fede e il
sentimento sincero possono creare l’energia che può essere percepita da chi è,
in quel momento, in un'altra dimensione.
Origini ed evoluzione del rituale di sepoltura
Le prime forme di comportamento religioso risalgono a molto tempo fa. Precisamente a circa trentamila anni fa, ma i riti di sepoltura sono ancora più antichi. La religione e l’adorazione di una forma divina, accompagnano l’essere umano da tempo immemorabile. Infatti, le prime cerimonie funebri si possono rilevare nel Paleolitico medio, quando l’uomo di Neanderthal si diffonde in Europa. L’esigenza di non abbandonare i morti all’aria aperta, come fanno gli animali, è nata probabilmente dall’evitare di vedere il corpo del compagno/ a andare in malora. Considerando ciò, è nato anche il bisogno di avere delle condizioni igieniche più adeguate.
E’ inevitabile
considerare che il pensiero religioso nella cultura umana è presente dalle
origini ed ha apportato un’evoluzione e
uno sviluppo emotivo, psicologico, morale e sociale di grande importanza. E’
come se il divino fosse un aspetto che fa parte dell’uomo in modo naturale e
innato. Immaginiamo che un uomo di Neanderthal, privo delle attuali
conoscenze e di scienza, aveva la normale predisposizione all’adorazione di una
divinità. Ancora oggi dopo oltre trentamila anni, il culto religioso è vivo più
che mai in tutte le popolazioni del mondo. La sopravvivenza della fede in un
arco temporale così ampio, avrà certamente un motivo valido! Probabilmente perché
non si può definitivamente smentire, ma può essere convalidato attraverso
miracoli e testimonianze.
L’evoluzione delle
credenze religiose, hanno inoltre portato l’uomo ad evolversi in cerimoniali
sociali affinché l’anima del defunto potesse avere un trapasso dignitoso. Grazie alle testimonianze archeologiche,
molto culture antiche hanno trasformato la tumulazione in vere e proprie forme
di riti di fondamentale importanza anche in base al ceto sociale. Basti pensare
all’epoca dell’Antico Egitto dove era credenza mummificare i corpi per
garantire l’immortalità dell’anima.
Nell’antica Roma
invece, in particolar modo per motivi di carattere igienico, i defunti venivano
portati fuori dalla città e cremati. Con l’avvento
del Cristianesimo e la promessa della resurrezione, soprattutto poi nell’età
moderna, s’iniziano ad istituire aree separate dalla zona cittadina dove si
costruirono i primi cimiteri.
sabato 2 maggio 2026
Il potere della presenza e dell’assenza nel lavoro e in amore
In molti rapporti di lavoro e interpersonali gioca un ruolo fondamentale l’equilibrio della presenza e dell’assenza. In alcune posizioni di potere nel contesto lavorativo come quello di una leadership oppure nelle situazioni tra due innamorati, vince colui che sa giostrarsi bene nel dosarsi. In un ambiente lavorativo, ad esempio, il primo passo da fare è dare la presenza di noi stessi, anche fuori orari, se si lavora su turni. In questo modo l’attenzione convergerà su di voi. Diventerete una persona sulla quale ci si può contare e sarete il punto di riferimento dei vostri colleghi. Una volta dimostrato il vostro valore, dovrete cominciare a far sentire la vostra mancanza. Le persone che gravitano intorno a voi, dovranno capire che quando non ci siete, la giornata non sarà delle migliori.
L’impegno di
destreggiarsi nell’assenza e nella presenza è notevole, perché la base è
concentrarvi sul miglioramento delle attività quando ci siete. Ma sarete troppo
disponibili, diventerete un’abitudine e l’apprezzamento
delle capacità sarà dato per scontato. Anzi, la troppa partecipazione può
essere di stimolo per il vostro capo o per i colleghi a sobbarcarvi di ulteriore
lavoro e approfittarsi della bontà d’animo. Bisogna comportarsi come in una
relazione d’amore. All’inizio due persone hanno il trasporto e la passione; poi
inevitabilmente tutto si affievolisce e subentra l’abitudine. Se non siamo
bravi a tenere il partner sulle spine, la nostra figura perderà interesse. Per
evitare che ciò avvenga, l’altra persona dovrà desiderarvi. C’è un momento
giusto nel sottrarsi ed è esplicitamente quando vi accorgerete che l’altra
persona non vi rispetta più.
Persone arroganti, come renderle docili
Vi è mai capitato di avere a che fare con una persona arrogante? Magari nel contesto lavorativo, un cliente oppure un collega. Nel vostro gruppo di amici o conoscenti c’è qualcuno che si comporta da arrogante? In diversi situazioni della vita può capitarci di dover avere una o più conversazioni con un individuo che si sente superiore, che esprime presunzione e che si considera migliore degli altri. Avere un dialogo con una persona del genere, può portare ad uno scontro verbale notevole, soprattutto se quel soggetto ci rende nervosi. Le principali caratteristiche di un arrogante sono: atteggiamento di superiorità, narcisismo, prepotenza, saccenteria, mancanza di ascolto e considerazione e eccessive critiche verso il prossimo. Sfido chiunque ad avere una relazione con essere umano con queste fattezze.
Se ad esempio, viviamo
in un contesto lavorativo dobbiamo assolutamente difenderci da un possibile
attacco verbale. Innanzitutto, la prima regola è mantenere la calma e non
alzare la voce. Mantenere un tono colloquiale regolare è sinonimo di forza e
auto controllo. Non scendete nei giochetti manipolatori che può mettere in
atto, bensì fingete di prestate ascolto e interesse a ciò che dice. Dare
considerazione all’arrogante, lo farà sentire apprezzato.
Durante l’ascolto della
conversazione, dovrete diventare attori da premio Oscar e intervenire con uno o
più complimenti quali: “Ne sai molto sull’argomento, ti trovo preparato” oppure
“Sei molto bravo in questo lavoro, si vede che hai esperienza”. Chiaramente
ogni adulazione che può venirvi in mente in quel momento, non deve suonare come una presa in giro, bensì come una vera e
propria dimostrazione da parte vostra di riconoscimento di superiorità.
Questa tecnica di “adeguamento
al soggetto” è studiata per dare conferme ad una persona che ha problematiche
di fondo irrisolte. Probabilmente soffre di profonda insicurezza mai trattata. Attraverso
il complimento, l’arrogante si sentirà costretto ad abbassare la tensione perché
gli avrete dato ciò che brama. Vedrete che in seguito, vi tratterò con più
rispetto e non vi sentirete più umiliati dalla superbia e dalla prepotenza.
Mettete da parte gli scrupoli morali e alimentate il suo ego. Così facendo
metterete da parte ogni discussione.
Fonte: "Piccolo manuale di autodifesa verbale" di Barbara Berckhan
Dolore, come gestire la sofferenza emotiva
Il dolore fisico e mentale sono aspetti della vita al quale non possiamo sottrarci. Quello fisico è inevitabile, basti pensare ad un semplice mal di testa, mentre quello mentale è gestibile grazie alla ricerca di se stessi. Il dolore è una parte della vita ed è legata alla nascita e alla morte. La sofferenza emotiva nasce dal desiderio e dall’attaccamento a cose e persone. Possiamo liberarcene quando iniziamo un percorso verso la consapevolezza e grazie allo studio interiore possiamo avvicinarci al distacco.
Nel libro “Il grande
libro di Buddha” a cura di Mauro Maggio, si affronta la constatazione dell’esistenza
del dolore e la sua origine. L’insegnamento del Buddha è la ricerca della via
che porta alla soppressione del dolore.
“Qualunque dolore nasca, esso dipende dalle predisposizioni karmiche e dai moti dell’anima, attraverso la coscienza della cessazione e della distruzione, avviene l’annientamento del dolore. Il praticante che abbia conseguito questa retta e duplice realizzazione e che dimori diligente, zelante risoluto, deve attendersi uno di questi due risultati: o la suprema conoscenza di questa vita oppure permanendo in lui qualche elemento di rinascita, la consapevolezza di non ritornare più in questo mondo”.
In sostanza, il
controllo degli stati di dolori esistenziali, possono essere sconfitti
attraverso la strada della conoscenza, mantenendo la mente calma anche quando
tutto intorno è nero. Imparare a gestire l’ansia e gli stati d’animo burrascosi
non è cosa facile e necessita di tempo e soprattutto di grande pazienza e impegno.
I risultati saranno effettivi quando darete spazio alla consapevolezza.
venerdì 1 maggio 2026
Vangelo di Giuda Iscariota, Gesù parla della creazione
Il vangelo di Giuda è stato reso pubblico nell’aprile 2006 dalla National Geographic Society. Si tratta di un testo apocrifo e gnostico che narra le conversazioni tra l’apostolo Giuda Iscariota e Gesù. Il vangelo non è stato scritto da Giuda stesso, bensì da un gruppo di cristiani di corrente gnostica, seguaci di Gesù. Si presume che fu composto tra il 130 e il 170 d.C. Fu ritrovato in Egitto intorno al 1978 e in seguito restaurato e presentato al mondo.
Nei vangeli canonici,
Giuda è il traditore. La storia è ben nota. Mentre nel testo apocrifo, l’apostolo
consegna Gesù alle autorità come atto di obbedienza. In sostanza, è lo stesso
Gesù che ha chiesto a Giuda di predisporre la sua cattura per procedere al
sacrificio del corpo.
Tra le parti più
interessanti, c’è quella riguardante la Genesi (clicca qui per leggere il testointegrale):
Gesù disse (a Giuda), "(vieni), io posso insegnarti i (segreti) che nessuna persona (ha) mai visto. Perché là esiste un regno grande e illimitato, la cui estensione nessuna generazione di angeli ha visto, (nel quale) c'è (un) grande (spirito) invisibile, che nessun occhio di angelo ha mai visto, nessun pensiero del cuore ha mai compreso, e non è mai stato chiamato con alcun nome."E là apparve una nube luminosa. Egli disse, Che un angelo venga come mio compagno .' "Un grande angelo, Il divino illuminato Auto-Generato emerse dalla nube. A causa sua, altri quattro angeli si manifestarono da un'altra nube, e diventarono i compagni per l' angelico Auto-Generato. L' Auto-Generato disse, (48) 'Che (..) venuto in essere (..),' e venne a manifestarsi (..). Ed egli (creò) il primo astro a regnare sopra di lui. Egli disse, Che gli angeli si manifestino per servir (lo),'e innumerevoli miriadi si manifestarono. Egli disse, (che) che un eone illuminato venga ad essere 'e questo venne. Egli creò un secondo astro (a) regnare su di lui, insieme a innumerevoli miriadi di angeli, ad offrire servizio. Questo è come ha generato il resto degli illuminati eoni. Li fece regnare sopra di loro, e creò per loro innumerevoli miriadi di angeli, ad aiutarli. "Adamo era nella prima nube luminosa che nessun angelo aveva mai visto fra tutte quelle chiamate 'Dio'. Egli (49) (..) che(..) a immagine(..) e dopo a somiglianza di (questo) angelo. Fece comparire l' incorruttibile (generazione) di Seth(..) le dodici (..)le ventiquattro(..). Creò settantadue astri nella generazione incorruttibile, in accordo con la volontà dello Spirito. Gli stessi settantadue astri crearono altri trecentosessanta astri nella generazione incorruttibile, in conformità con volontà dello Spirito, così che il loro numero fosse cinque per ciascuno. "I dodici eoni dei dodici astri (luminari) costituiscono il loro padre, con sei cieli per ogni eone, così che ci sono settantadue cieli per i settantadue luminari, e per ciascuno (50) (di loro cinque) firmamenti, (per un totale di) trecentosessanta (firmamenti...). Furono dati loro l'autorità e (un grande) innumerevole esercito di angeli, per la gloria e l'adorazione, (e dopo questo anche) spiriti vergini, per la gloria e (l'adorazione) di tutti gli eoni dei cieli e dei loro firmamenti.
Amore soffocante, il love bombing infastidisce il partner
Quante attenzioni avete dal vostro partner? Quante telefonate al giorno ricevete? In una coppia, i gesti romantici fanno sempre piacere, ma quando sono troppi, potrebbero infastidire. Il giusto equilibrio è sempre ben accetto. Ma perché ci sono persone che ci riempiono di atti d’amore, anche esagerati?
E’ l’innamoramento che scatena la voglia di sentirsi oppure è una meccanica comportamentale manipolatoria?
L’abitudine di eccedere
si chiama love bombing e secondo
alcuni psicologi si tratterebbe dell’inizio di una relazione tendenzialmente di
dipendenza e tossica. Ovviamente non facciamo di tutta l’erba un fascio. All’inizio
di una relazione, c’è una grande intesa e la voglia di stare insieme. E’
normale vedersi spesso ed avere una certa intimità. Nei primi mesi c’è ancora
una fase di conquista e il desiderio di stupire l’altro/a. Ma se poi, con il
passare del tempo, l’intensità non diminuisce, è probabile che c’è un problema.
Ad esempio, se il mio partner mi chiamasse 10 volte nell’arco di una mattinata,
per di più, mentre sono a lavoro, personalmente lo riterrei un comportamento
poco idoneo. L’amore non dev’essere soffocante o ansioso, bensì dovrebbe essere
un’isola felice nella quale trovare la pace. Il dialogo e soprattutto la
sincerità di ciò che desideriamo sono indispensabili per avere un rapporto sano.
Non vi nego che alla base di tutto, dobbiamo avere a che fare con una persona
comprensiva e intelligente, altrimenti decade ogni tentativo. La stessa
lunghezza d’onda in questo caso, è obbligatoria.
Se abbiamo a cuore i
nostri spazi e se c’è rispetto per se stessi, è importante mettere dei confini
anche se, molto spesso le relazioni che non seguono la stessa corrente, s’interrompono
molto facilmente. Infatti, i soggetti che presentano essi stessi, dipendenza
affettiva, accettano di buon grado un/a fidanzato/a asfissiante e anzi si
comportano come specchi. Le relazioni di questo genere, tendono a chiudersi all’interno
della coppia, solitamente eliminando amici e in alcuni casi anche famigliari. Subentra
l’esclusività e la gelosia che non sono altro che forme di manipolazione.
Nei casi più gravi, la gelosia diventa ossessione. I segnali sono visibili anche dall’esterno. Infatti, genitori e amici spesso sono i primi a far notare gli eccessi presenti nella relazione. Chiaramente, se l’innamoramento oscura la vista, sarà molto complicato far ritrovare la lucidità alla “vittima”.
Se nella vita ti è capito
una partner love bombing, racconta
la tua esperienza nei commenti.

