Il dolore fisico e mentale sono aspetti della vita al quale non possiamo sottrarci. Quello fisico è inevitabile, basti pensare ad un semplice mal di testa, mentre quello mentale è gestibile grazie alla ricerca di se stessi. Il dolore è una parte della vita ed è legata alla nascita e alla morte. La sofferenza emotiva nasce dal desiderio e dall’attaccamento a cose e persone. Possiamo liberarcene quando iniziamo un percorso verso la consapevolezza e grazie allo studio interiore possiamo avvicinarci al distacco.
Nel libro “Il grande
libro di Buddha” a cura di Mauro Maggio, si affronta la constatazione dell’esistenza
del dolore e la sua origine. L’insegnamento del Buddha è la ricerca della via
che porta alla soppressione del dolore.
“Qualunque dolore nasca, esso dipende dalle predisposizioni karmiche e dai moti dell’anima, attraverso la coscienza della cessazione e della distruzione, avviene l’annientamento del dolore. Il praticante che abbia conseguito questa retta e duplice realizzazione e che dimori diligente, zelante risoluto, deve attendersi uno di questi due risultati: o la suprema conoscenza di questa vita oppure permanendo in lui qualche elemento di rinascita, la consapevolezza di non ritornare più in questo mondo”.
In sostanza, il
controllo degli stati di dolori esistenziali, possono essere sconfitti
attraverso la strada della conoscenza, mantenendo la mente calma anche quando
tutto intorno è nero. Imparare a gestire l’ansia e gli stati d’animo burrascosi
non è cosa facile e necessita di tempo e soprattutto di grande pazienza e impegno.
I risultati saranno effettivi quando darete spazio alla consapevolezza.
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