Nell’antico testamento, Mosè è uno dei personaggi chiave del testo in quanto condottiero dell’ebraismo. Egli ha guidato gli ebrei verso la Terra Promessa ed ha ricevuto i Dieci Comandamenti da Dio sul monte Sinai. Mauro Biglino, scrittore e traduttore italiano noto per le sue teorie revisioniste sulla Bibbia. Ha collaborato con le Edizioni San Paolo e afferma che i testi biblici non parlino di un Dio spirituale, ma di alieni (Elohim) che hanno manipolato l'uomo, proponendo un'interpretazione letterale vicina alla teoria degli antichi astronauti. Egli si definisce studioso di lingue antiche e traduttore di ebraico biblico. In passato ha tradotto 19 libri dell'Antico Testamento per le Edizioni San Paolo.
Nel
suo libro “Antico e Nuovo Testamento Libri senza Dio” l’autore afferma che Mosè
potrebbe essere stato prelevato da una macchina volante, esattamente com’è
accaduto a Enoch.
“Come sappiamo dalla Bibbia, Mosè se ne
andò a morire avendo programmato la sua dipartita e lo stesso testo ci informa
del fatto che nessuno sa dove si trovi il suo sepolcro. Quando Mosè si
intratteneva ancora con Eleazaro e Giosuè, improvvisamente scese su di lui una
nube ed egli scomparve in una valle”.
Scrive
ancora Biglino: “Questo racconto, con l’assenza del luogo di sepoltura, induce a
pensare che Mosè abbia avuto lo stesso trattamento di Enoch ed Elia, che furono concretamente prelevati dagli Elohim
sulle loro macchine volanti che la Bibbia identifica con vari nomi quali nubi,
colonna di fuoco e cilindro volante. Gli oggetti volanti tornano costantemente
a dispetto di ogni tentativo di negarne la presenza presentandola come frutto
di visioni mistiche o di fenomeni allucinatori”.
Nel
nuovo Nuovo
Testamento troviamo un passaggio relativo a Enoch: "Per fede Enoch fu
trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché
Dio lo aveva portato via. Prima infatti di essere trasportato via, ricevette la
testimonianza di essere stato gradito a Dio”. Mentre nell’Antico Testamento viene
riportato quanto segue: “E la gente vide,
ma non riuscì a comprendere come Enoch fosse stato prelevato. Coloro che
avevano assistito a questo evento fecero ritorno alle loro abitazioni
glorificando Dio. E Matusalemme e i suoi
fratelli (i figli di Enoch) si affrettarono a erigere un
altare nel luogo da dove Enoch era stato portato in cielo.”
Elohim è
il nome che troviamo nell’antico testamento, attribuito alla divinità, ovvero
al titolo del Dio di Israele. Nella religione cristiana
è letteralmente tradotto con “Dio”. Il termine è plurale, ovvero gli
Elohim anche se si riferisce ad una entità singola. Il plurale viene utilizzato
per esaltare la grandezza di Dio. Anche Mosè e Davide vengono chiamati Elohim, ma
per intendere il significato di “legislatore”. Molti studiosi sono concordi
nel significato del termine. Invece, Mauro Biglino, considera il significato di
“legislatore” improprio in quanto considera che: “Se fossero stati normali uomini con funzioni di “legislatori, giudici
o ministri”, sarebbe stato necessario ricordare una simile ovvietà”?
Biglino traduce la parola Elohim con il significato di “Dio”,
mentre la parola Yahweh è il nome proprio. Secondo Mauro Biglino, gli Elohim “nelle funzioni e nei poteri
esercitati, avevano le stesse prerogative e caratteristiche di Yahweh, perché
appartenevano allo stesso gruppo di origine”. Tratto dal libro: “La Bibbia non è un libro sacro” di Mauro Biglino.



