Molto
spesso durante le nostre giornate, non ci fermiamo mai abbastanza per
riflettere sulla nostra vita. Alcuni di noi corrono tutto il giorno per
lavorare, prendere i figli e fare in modo che ogni cosa possa scorrere liscia
per la famiglia. Ma ci siamo mai chiesti se siamo felici, se siamo in pace con
noi stessi e con gli altri? Anche nelle situazioni di difficoltà, anziché prendercela
con il mondo intero, perché non facciamo delle vere e proprie analisi e
riflessioni? Questo pomeriggio ho avuto un momento per me, tutto mio e mi sono
rilassata e fermata a scrivere questi pensieri. Ho reso grazie al miglioramento
avuto nella mia vita dal passato ad oggi, sia nella forma fisica, sia mentale,
sia spirituale che lavorativa e generale. Ho impiegato circa dieci anni per
comprendere, studiare e accettare. Ma la mia evoluzione non è ancora
completata. Probabilmente, quando arriverò all’ultimo giorno della mia esistenza,
avrò ancora sete di conoscenze e già sono consapevole che c’è sempre tanto da
apprendere.
Ad oggi,
sono abbastanza soddisfatta della persona che sono diventata perché mi sento
bene. E anche se ci sono i problemi quotidiani, cerco di affrontarli con
filosofia e nel migliore dei modi. Ho avuto un grande aiuto dalla preghiera.
Non mi sento sola e so che c’è qualcosa che guida le nostre coscienze se siamo
aperti e predisposti. Bisogna soltanto desiderarlo e volerlo con tutte le
nostre forze. Possiamo essere migliori di così e tutto parte dalle piccole
cose. In ogni azione c’è qualcosa che possiamo cambiare, sia in noi stessi, sia
negli altri. Anche se vediamo e sentiamo il male, ciò non significa che
dobbiamo smettere di essere gentili e compassionevoli. Dobbiamo farlo per noi
stessi. Non vale la pena di cambiare per qualcuno che ancora non comprende.
Mi sono
chiesta tanto volte quale fosse lo scopo della mia vita, del mio stare al mondo.
Cosa devo fare in questo tempo? Ed ho capito che dovevo accrescere la mia
spiritualità. Ho compreso che dovevo aprirmi ad altre prospettive e i miei
sforzi sono stati pienamente ripagati. Voglio e desidero continuare su questa
strada perché ho bisogno sempre di nuove illuminazioni per allargare gli
orizzonti. Spero che qualcuno, come me, ha la voglia e il pensiero di migliorarsi
sempre di più, per vivere una vita più piena. In fondo, siamo noi e soltanto
noi che possiamo cambiare le cose.
Si tratta della dimostrazione, a livello emotivo, di quanto ciò che di positivo nella nostra vita ci renda felici
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Durante il
mio percorso di auto miglioramento relativo all’approccio della vita e alle
relazioni con il prossimo e con tutte le cose facenti parte del mondo e dell’universo,
mi sono accorta di un fattore fondamentale. Si tratta della gratitudine.
Molto spesso ci lamentiamo di tutto, di ogni cosa che non ci va a genio. Sparliamo
del lavoro, degli amici, dei colleghi e di qualsiasi elemento non sopportiamo.
Ma la realtà è ben diversa e la nostra visione delle cose è semplicemente
inquinata dalla prospettiva sbagliata. La verità è che non ci rendiamo conto di
quanto siamo fortunati ad avere un lavoro, a poter pagare le bollette, ad avere
del cibo sulla tavola, a poter praticare uno sport e molto altro. Il segreto
per ottenere il bello della vita, è renderci conto di tutte le cose positive
che abbiamo e rendere grazie dell’abbondanza che possediamo.
“Un elemento
fondamentale per l’applicazione della legge dell’attrazione, consiste nella
pratica della gratitudine. Si tratta della dimostrazione, a livello emotivo, di
quanto ciò che di positivo nella nostra vita ci renda felici. Per esercitare la
gratitudine bisogna innanzitutto concentrarci sulla ricerca di quegli elementi
per cui siamo grati”.
Tratto da libro “La legge
dell’attrazione” di Maria Lopez.
E’ un
elemento fondamentale concentrarci sulla ricerca di tutti quei fattori della
nostra vita che riteniamo positivi e per cui siamo grati. Anche le cose più
banali, come ad esempio: “sono fortunato perché questa sera posso ammirare un
magnifico tramonto”. Potreste pensare che sia una cosa irrilevante, ma se
immaginate che un non vedente non potrà mai godere di quello spettacolo, allora
si che dovete ritenervi fortunati. Attraverso questi esercizi di gratitudine,
sposterete tutti i vostri pensieri in un settore di positività, evitando di
cadere in contorti circuiti negativi.
Durante la
fase di ringraziamento, vi accorgete che smettete di lamentarvi e di imputare
colpe agli altri o alle cose generali della vita. Le lamentele non portano a
niente di buono. Magari ci sfoghiamo un po’ e nel breve periodo scarichiamo la
tensione. Ma a lungo andare l’effetto è completamente diverso. Si entra in un
circolo vizioso che vi allontana da ogni cosa, persone comprese.
Migliorare
se stessi non ha età. Il cambiamento è possibile a vent’anni come a ottant’anni.
La cosa importante è iniziare un processo di modifica a piccoli passi, che può
illuminare la nostra vita. Lavorare personalmente e quotidianamente sulle parti
che non amiamo di noi stessi, è un percorso lungo e pieno di ostacoli; ma
quando riusciamo a raggiungere i primi obiettivi, vi assicuro che vi
sentirete bene, come non siete mai stati. Il fattore che ogni giorno, non deve
mai mancare, è la costanza. E’ fondamentale operare sulla disciplina e la
determinazione, in quanto gettano le basi per predisporre un grande cambiamento
futuro. Se non sentite il bisogno di migliorare, allora vi state
sopravvalutando. Non deve obbligatoriamente nascere un bisogno. Perfezionarsi
serve per crescere sul piano relazionale e comportamentale. Non dovete avere i
paraocchi, bensì bisogna aprire la mente e allargare gli orizzonti su altri
punti di vista, su altre prospettive che fino ad ora non avete considerato.
Ogni
giorno può essere decisivo per iniziare un cammino di cambiamento interiore che
ci porterà ad accrescere il nostro benessere generale. Non è mai troppo
tardi. Il nostro obiettivo dovrà essere quello di rendere la nostra vita più
gradevole anche quando si presentano problematiche o situazioni negative. La
nostra mente può essere allenata, attraverso il ragionamento, ad accettare e
risolvere momenti più difficili. Se in generale siamo insoddisfatti del lavoro,
delle nostre relazioni di amicizia o di qualsiasi altra cosa, dobbiamo avere il
coraggio di iniziare a modificare qualcosa per produrre effetti positivi su noi
e sugli altri.
I primi
effetti di un percorso di miglioramento passano senz’altro da un auto esame di
coscienza, nel quale riaffiorano tutte le nostre insicurezze, incertezze e
dubbi. Ma non dobbiamo assolutamente preoccuparci perché è giusto voler
correggere alcune cose del nostro comportamento che non ci vanno a genio. Avere
consapevolezza degli errori del passato e non volerli più commettere è un
elemento che ci fa onore. Gli obiettivi che mettiamo in campo e che vogliamo
raggiungere creano valore alla nostra esistenza.
Quali sono le fondamenta per
iniziare a migliorare se stessi? Ognuno
può intraprendere un percorso a piccoli passi che faccia assaporare nuove
esperienze. Cercate di lavorare su voi stessi ogni giorno e con un certo impegno.
Non si finisce mai d’imparare.
Come prima
cosa da fare è acquistare dei libri oppure cercateli in prestito o nella
biblioteca della vostra città. Dovranno avere tematiche riguardanti l’auto
miglioramento, la mindfulness e semmai vi interessa, la crescita spirituale.
Ciò vi servirà per comprendere la strada da percorrere e adattarla su di voi. Leggere
libri sull’argomento vi lascerà vari consigli, che potrete mettere nel vostro
zaino delle conoscenze. Studiare e informarsi su come agire è sempre cosa
buona.
Successivamente
iniziate a scrivere un diario giornaliero nel quale ringraziate per tutto
ciò che di bello c’è nella vostra vita. Anche nelle situazioni negative, imparate
a trovare qualcosa di positivo. Scrivetelo come fosse un esercizio quotidiano.
Trovate almeno dieci cose della vostra esistenza o delle vostre ultime 24 ore che
vi fanno stare bene, anche le cose che date per scontate, come ad esempio la
salute. In questo modo, vi renderete conto di quanto siete fortunati.
Praticate uno sport, tutti i giorni, per circa un’ora, qualsiasi cosa andrà bene. Camminare
o correre aiuta a svuotare la mente. Sudate e stancate il vostro corpo. Andrete
a dormire con grande soddisfazione.
Rimanere presenti a se stessi è un altro fattore a cui dobbiamo porre attenzione. Spesso, se facciamo
un viaggio in treno, in autobus oppure siamo fermi ad aspettare la metro o
ancora, siamo a cena con amici oppure in famiglia, non facciamo altro che
guardare lo smartphone. Grazie al cellulare non ammiriamo più cosa ci succede
intorno, non ascoltiamo più ciò che gli altri hanno da dire. Siamo presi da
Facebook, Instagram e tutto ciò che possiamo guardare sullo schermo. Dobbiamo
imparare a darci dei tempi per ogni cosa. Prova ad osservare il paesaggio
durante un viaggio, godiamo della natura che ci circonda o della città che
attraversiamo. Stiamo con i nostri pensieri e analizziamoli. Ogni giorno è
perso se non siamo presenti a noi stessi.
Circondatevi
di persone positive, scherzose, divertenti e sorridenti. Se stiamo
insieme a qualcuno che non si lamenta e non trasmette negatività, noi possiamo
assumere gli stessi atteggiamenti dell’altro. Se abbiamo amici o conoscenze
stimolanti e brillanti cerchiamo di organizzare uscite insieme e avere delle
buone esperienze. Se non avete amici, non ha importanza. Iniziate a conoscere
gente diversa e scambiare una conversazione con qualcuno che vi desta
curiosità.
Questi
sono solo alcuni consigli che potete mettere in pratica per ritrovarvi e iniziare
ad avere delle giornate più gradevoli. Cerchiamo di vivere con serenità e la
pace dell’anima perché di problemi nel mondo ce ne sono tanti e noi, con dei
piccoli gesti quotidiani, possiamo fare la differenza.
Sogno un
mondo di persone empatiche, che si mettano nei “panni” del prossimo per capire
che ognuno di noi ha i suoi problemi e le sue preoccupazioni. Desidero
persone che splendano di delicatezza ed eleganza nel rapportarsi e
soprattutto di educazione. Quando ci rivolgiamo ad un’altra persona, sarebbe
davvero magnifico utilizzare tutto il rispetto del caso. Quando entriamo in un
negozio o quando il cameriere ci serve un pasto al ristorante, dire
semplicemente “grazie” può cambiare la giornata di qualcuno. Eppure molte
regole base della comunicazione, vengono dimenticate o più erroneamente date
per scontato.
Sogno una
nuova Era di illuminismo, caratterizzata da nuove regole incentrate sul
rispetto della natura, sull’educazione civica, sulla disciplina scolastica,
sull’attenzione verso gli animali, essere viventi come noi; sulla cultura, sul
benessere fisico e mentale e sulla rinascita dell’anima come materia per la
ricerca dell’auto conoscenza. Si, lo so cosa stai pensando “è utopia”, perché a
sentire il telegiornale ogni giorno, mi stupisco di quanto “male” immotivato e
gratuito venga elargito al mondo.
E se la maggior parte di noi fosse
in grado di provare vera, pura e autentica empatia? La nostra vita su questa
Terra potrebbe migliorare profondamente?L’empatia
è la capacità di cogliere pensieri, stati d’animo e problematiche di un’altra
persona. Il termine inglese “empathy” fu introdotto nel 1909 da Edward Bradford
Titchener e significa “sentire dentro”. L’empatia inizia a formarsi nel bambino
intorno ai sei, sette anni di vita quando si crea la capacità di assumere la
prospettiva di un altro essere vivente. Questa facoltà si sviluppa grazie all’attenzione
che noi stessi abbiamo avuto nei riguardi dei nostri sentimenti e delle nostre
emozioni. Infatti, la primissima empatia si sviluppa proprio all’interno delle
mura di casa e specificatamente nella relazione tra figli, fratelli, sorelle e
genitori. Successivamente si modifica e si perfeziona nelle relazioni d’amicizia,
amorose e in età più adulta tra colleghi di lavoro e via dicendo.
Immagine creata grazie a Google Gemini
Per
percepire lo stato d’animo di un’altra persona è necessario aver affinato la
comunicazione non verbale che ci consente di comprendere alcune caratteristiche che
affiorano in un momento di difficoltà dell’altro, come ad esempio la postura,
il tono della voce, le vibrazioni negative e l’espressione del volto. Generalmente
le donne hanno un empatia molto più sviluppata rispetto ad un uomo perché
il cervello femminile attiva in modo naturalmente neurologico il sistema dei “neuroni
specchio”. In sostanza, le donne sono più predisposte biologicamente e riescono
a comprendere immediatamente le emozioni altrui.
Perché alcune persone non sono
empatiche? L’empatia si sviluppa già dai primi mesi di
vita. Infatti, se un neonato vede piangere un altro bambino, reagisce al suo dolore
come se fosse il suo e lo imita piangendo lui stesso. I genitori sono i primi
educatori dell’empatia in quanto l’infante stringe le prime relazioni proprio
con loro. Se la mamma e il papà non mostrano alcuna reazione verso il bambino
che esprime gioia, dolore e bisogni di gesti affettuosi, succede che il figlio
comincerà ad evitare di comunicarle e successivamente anche di provarle. I
sentimenti verranno così apertamente sconfortati dai genitori da portarlo ad un
punto nel quale il bambino non tenterà più di fare richieste emotive o di
esprimerle. Le conseguenze di questo atteggiamento si verificano poi nell’età
adulta quando il soggetto potrà diventare completamente privo di empatia e con
l’incapacità di entrare in contatto o in sintonia con il prossimo. Nelle
situazioni più gravi, come ad esempio persone che compiono atti di natura
criminale, l’empatia è assente in quanto non riescono a comprendere il male che
possono provocare negli altri.
Nel 1922
all’università di Berlino il corso di fisica era il più seguito della facoltà perché
il professore era Albert Einstein. Infatti, nel 1919 fu convalidata la
sua “Teoria della relatività generale” e nel 1921 ricevette il premio Nobel per
la fisica. Non servono presentazioni per un mostro sacro come lui. Una sera, al
termine della lezione, una sua studentessa si avvicinò alla cattedra per
rivolgergli una domanda: “Professore, che
cosa cerca nelle sue equazioni?”. Einstein rispose così: “Voglio sapere come Dio ha creato l’universo.
Non mi interessa il singolo fenomeno o il singolo particolare. Ciò che voglio
conoscere è il pensiero di Dio”. L’aneddoto è tratto dal magnifico libro che consiglio caldamente di leggere: “Dio la scienza le prove” di Michel-Yves
Bollorè e Oliver Bonnassies.
La frase fece il giro
della Germania che all’epoca, anche se il nazismo non era ancora radicato, mise
nervosismi all’interno del partito nazionalsocialista. Infatti, le correnti
politiche di quel periodo erano contrari ai sostenitori delle teorie
evoluzionistiche dell’universo. Addirittura, Albert Einstein ricevette a
casa delle lettere minatorie. Le equazioni che descrivono la “Teoria della
Relatività” tracciano un universo che non è immobile, ma in espansione. Lo
spazio si espande, le galassie si allontanano e tutto ciò fa pensare che l’universo
ha avuto un punto di origine. La “Teoria della Relatività generale” spiega in
modo specifico e rivoluzionario il ruolo della forza di gravità. E’ possibile approfondire
questo aspetto al sito dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
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Albert Einstein con la risposta data alla sua
allieva universitaria aveva mescolato Dio alla Scienza. Il suo pensiero ero
volto ad una forma di credo cosmico, nel quale un’immensa energia rendeva
armonioso tutto l’universo. Il fisico era lontano dall’immagine del Dio delle
Sacre Scritture. Era invece propenso a cercare il suo pensiero nella perfezione
dello spazio. Nel 1956, Einstein scrisse una lettera al matematico Maurice
Solovine nella quale troviamo un’interessante affermazione: “È qui che compare il sentimento del
‘miracoloso’ che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza. E
qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si
sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo
da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli”. Puoi visitare il sito
Star Magazineper
leggere il seguito della lettera. I miracoli di cui parla Einstein si
riferiscono alla profonda bellezza e misteri racchiusi nell’energia cosmica.
Come non inchinarsi a tale profondità e insondabilità?
Nel 1929
Einstein dichiarò in un intervista al “Saturday Evening Post” un
giornale americano che era affascinato dalla figura del Nazareno: “Sono affascinato dalla figura luminosa del Nazareno. Nessuno può
leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità
pulsa ad ogni parola. Nessun mito può mai essere riempito di una tale vita».
L’amigdala
è un complesso di tessuti nervosi che si trovano nel cervello e sono situati
nella parte centrale, in profondità ed appartiene al sistema limbico, ovvero la
rete che gestisce emozioni e paura. Ha la forma di una mandorla e si occupa di
mettere in allarme l’organismo quando si presentano situazioni di pericolo, cioè
quando il corpo percepisce una paura. In altre parole, ha la funzione di
innescare una reazione di fuga. Il corpo mette in moto un battito cardiaco accelerato
e una particolare tensione muscolare. La risposta dell’amigdala non è solo di
tipo fisico, ma si occupa anche di memorizzare il trauma. Praticamente avviene
la registrazione di un evento negativo affinché il corpo umano possa reagire
immediatamente qualora si dovesse ripresentare in futuro. Oltre a guidarci in
situazioni di gravità, questo sistema ha la capacità di gestire tristezza,
rabbia e stati d’umore generali. Ad esempio, se il nostro corpo è costantemente
esposto ad uno stress prolungato, per giorni o mesi, l’amigdala è possibile che
rimanga in uno stato di vigilanza attiva e si creano così le condizioni per
reazioni anche a piccole cose. L’ansia, può essere un disturbo che ci viene
proposto proprio dall’amigdala a causa della memorizzazione di ricordi
negativi.
Durante
gli attacchi di ansia e panico, anche per eventi innocui, l’amigdala
invia il segnale di allarme. Da quel momento, il corpo e la mente scatenano la
reazione; ed è molto difficile bloccare il processo. Attraverso la meditazione
e pratiche di gestione dei pensieri, dobbiamo cercare di insegnare al nostro
cervello a concentrarsi su altro per impedire l’attivazione dello stress.
Dobbiamo imporci ed allenarci a di darci una bella calmata per ostacolare
inutili perdite di energia. La regolazione del cervello richiede tempo e
impegno. Spegnere processi negativi e ansiosi, non si otterrà dall’oggi al
domani. E’ importante applicarsi e rendersi conto che ogni tentativo è già un
buon risultato. Attraverso la conoscenza del funzionamento del nostro cervello,
sappiamo che alcuni disturbi dipendono da situazioni ben precise e lavorare su
di essi ci aiuterà a risolvere i problemi che abbiamo e a gestirli nel migliore
dei modi. La cosa fondamentale è fare pratica ogni giorno, sperimentare
tecniche di rilassamento e meditazione, ragionare su strategie di adattamento e
comprendere cosa fa al caso nostro.
La paura,
l’ansia e il panico ci arrivano senza avvisarci e soprattutto quando
siamo soli o in situazioni dove dobbiamo fare una prestazione, che può essere
lavorativa, come una presentazione oppure scolastica, tipo un esame. Ragionare
sui metodi migliori da utilizzare ci aiuta a superare certi momenti. Una cosa
che funziona molto bene sono gli oggetti o i mantra che creiamo e ai quali doniamo
un potere energetico curativo. Molte persone hanno risolto le loro insicurezza
indossando una collana con un ciondolo protettivo, oppure portano con sé una
pietra particolare o un oggetto, che può essere qualsiasi cosa. Altri si
avvalgono di mantra. Spesso viene utilizzata la preghiera dell'Ho'oponopono: “Ti amo, mi dispiace, ti prego perdonami,
grazie”. La ripetizione costante di queste parole, produce calma, pace e
serenità. L’effetto è molto positivo e blocca qualsiasi ragionamento negativo.
Immagine generata da Google Gemini relativa ad ansia e panico
La relatività vibrazionale è un concetto che nasce
nell’ambito dello sviluppo personale ancora prima nelle tradizioni spirituali
antiche. E’ spesso utilizzata nei contesti della “legge di attrazione” e nella
fisica teorica quantistica. In sostanza è l’allineamento e la compatibilità
vibrazionale tra ciò che un essere umano desidera e la convinzione che si ha per realizzare quello specifico desiderio. Se ad esempio il nostro desiderio è
quello di cercare un partner ideale, la nostra convinzione dovrà spingerci a
volerlo veramente incontrare e non a pensare il contrario. In altre parole, ciò
che desideriamo, dovrà trovare un reale riscontro nel nostro modo di concepirlo,
senza auto sabotarci con pensieri negativi.
La relatività vibrazionale è stata studiata e
ampliata con lo scopo di mettere in equilibrio lo stato emotivo interiore e gli
obiettivi che intendiamo raggiungere. Perché
è importante dare spazio alla determinazione dei nostri pensieri? La
risposta si trova nelle interpretazioni di filosofia quantistica che ci
suggeriscono un funzionamento dell’universo fatto di energie e vibrazioni. Il
nostro corpo e la nostra mente sono materia facente parte dell’universo. Ciò ci
spinge a pensare che siamo fatti di energia e pertanto la produciamo grazie a specifiche frequenze. I nostri
pensieri e la nostra predisposizione producono onde vibrazionali energetiche che
sono in grado di attrarre ciò che desideriamo. Praticamente il nostro stato
emotivo volto alla positività ha la facoltà di guidarci e di essere un fattore
attrattivo per le cose belle della vita.
Proviamo
a fare un esempio pratico. Il
consiglio è sempre quello di partire da desideri semplici che possono trovare facile
realizzazione. Se il mio desiderio è di avere un buon rapporto con tutti i
colleghi di lavoro, comincerò con il fare una piccola analisi del mio
comportamento con loro. Se ho la convinzione di sentirmi fuori luogo, non
apprezzato e non considerato, poniamoci la domanda: “Io cosa ho fatto per farmi
notare?”, “Qual è l’atteggiamento che ho nei confronti dei miei compagni di
lavoro?”, “Posso migliorarmi e modificare qualcosa in me?”. Dopo aver dato le
risposte oneste e reali a queste domande, dovete convincervi di quanto segue:
le persone sono diverse tra loro ed hanno caratteri differenti, devo pormi in
maniera gradevole con ognuno di loro cercando di comprenderle e apprezzarle per
le loro qualità. Se può esservi d’aiuto, scrivete un diario con la data e il
primo facile desiderio che avete in mente. Scrivete tutti i vostri ragionamenti
e gli sviluppi quotidiani. Nell’arco di poco tempo vi ritroverete con il
desiderio realizzato. Poi passerete a successivo con lo stesso schema.