L’adolescenza è la fase della
vita che intercorre tra i 15 e i 18 anni. Si tratta di un periodo “critico” per
molti giovani in quanto attraversano delle fasi di crescita in cui non si è
caratterialmente abbastanza strutturati per affrontare le nuove problematiche
che si presentano. A partire dall’amore, le amicizie, i cambiamenti del corpo, gli
impegni scolastici e per alcuni lavorativi. Se i genitori non sono abbastanza
presenti, il rischio è che i ragazzi/e prendano strade sbagliate o addirittura che possano subire momenti di
depressione che si portano dietro fino all’età adulta.
L'adolescenza
è quel particolare momento in cui un persona entra in una vera e propria ristrutturazione
del sé dove è difficile gestire emozioni e reazioni. L’equilibrio famigliare in
queste fondamentali fasi è decisivo per permettere all’adolescente di non fare
scelte errate. Quanti di noi, se potessimo tornare indietro, farebbero e prenderebbero
decisioni completamente diverse? Mettiamoci nei panni dei giovani di oggi e
cerchiamo di capire se effettivamente hanno delle basi solide all’interno delle
quattro mura di casa. Cosa non funziona nei rapporti tra genitori e figli?
Come
prima riflessione, i genitori vorrebbero che i figli assumessero dei
comportamenti atti a rispettarli e spesso avvertono il bisogno di effettuare un
controllo sulla vita. Ma i ragazzi non devono modificare se stessi affinché
possano piacere alla mamma oppure al papà in quanto non sarebbero più loro
stessi. Se ad esempio, un ragazzo sviluppa la passione per gli scacchi e il
genitore non desidera questo per lui, perché obbligarlo a smettere? Ovviamente
le correnti dei figli devono essere tutte volte al bene, altrimenti strade
quali droga, furti e altro del genere, vanno immediatamente bloccate. Per poter
indirizzare bene i figli occorre il dialogo, un buon rapporto e l’ascolto. Non
dobbiamo giudicare gli errori e invece dobbiamo premiare le vittorie.
Ricordo
di essermi diplomata con tanto impegno, ho studiato e superato lo scoglio dell’esame
di Stato. Ho passato giornate e nottate sui libri, ho parlato con gli insegnanti
per comprendere meglio come pormi nella sessione orale. Sono stati tre mesi
importanti e quando finalmente sono uscita dall’aula della commissione, mi
sentivo libera e felice. Avevo chiuso un capitolo e si aprivano per me nuovi
orizzonti. Tornai a casa da scuola e mia madre non mi chiese neanche “Com’è
andata?”. Notai una certa indifferenza. Le dissi
che avevo superato l’esame e mi rispose solo: “Ok, bene”. Senza entusiasmo,
senza un abbraccio, senza un brava. Mio fratello e mio padre erano fuori per
lavoro. Tutto passò così, completamente inosservato. Ho impiegato tanto tempo
per perdonare questi atteggiamenti che nella mia vita si sono ripetuti in più
occasioni. In età adulta, ho scoperto il significato di “disfunzionale” e mi sono risposta ad alcune domande.
Ecco,
questo è solo un piccolo esempio che può farvi capire a cosa dare la giusta
importanza. I figli hanno bisogno di esprimersi, di parlare dei loro stati d’animo
senza avere paura. Hanno bisogno di essere seguiti e amati per come sono, anche
se sbagliano e vi fanno arrabbiare. Non vi hanno chiesto loro di venire al
mondo ed è per questo che la responsabilità del genitore va oltre ai beni
materiali. Si, ci vogliono e bisogna farli stare bene. Ma la cosa più
importante è aiutarli a costruire un sé migliore che permetta di andare avanti
nella vita anche senza di voi. Aiutateli a camminare sulle proprie gambe, sulla
retta via.
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