“Incominciai a
preferire la dottrina cattolica, anche perché la trovavo più equilibrata e
assolutamente sincera nel prescrivere una fede senza dimostrazioni, che a volte
ci sono, ma non sono per tutti, altre volte non ci sono affatto. Signore, ora
il mio cuore lentamente prendeva forma. Tu mi facesti considerare l’incalcolabile
numero dei fatti a cui credevo senza vederli, senza assistere al loro
svolgimento, quale la moltitudine degli eventi storici, delle notizie di luoghi
e città mai visitate di persona, delle cose per cui necessariamente, se
vogliamo agire comunque nella vita, diamo credito agli amici, ai medici, a
persone di ogni genere; e infine come ero saldamente certo dell’identità dei
miei genitori, benché nulla potessi saperne senza prestare fede a ciò che udivo”.
Tratto da “Confessioni” di Sant’Agostino.
Egli è vissuto tra il 354 e il 430 d.C. Si tratta di una
figura molto importante della storia e della filosofia occidentale perché ha
saputo unire fede e ragione. In altre parole non credeva in un conflitto tra i
due concetti; bensì li considerava come fattori utili per raggiungere la
verità. In sostanza, la fede è utile per comprendere e la ragione è
fondamentale per credere. Sant’Agostino è stato inoltre uno dei primi filosofi
a studiare l’interiorità umana. Infatti, sosteneva che il metodo per la ricerca
della fede doveva partire dal sé, da dentro di noi. Tra le sue celebre frasi: "Non uscire
fuori di te, torna in te stesso: la verità abita nell'uomo interiore".
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