La regola del silenzio. Dal diario di Santa Faustina Kowalska, I quaderno:
“Secondo il
mio pensiero e la mia esperienza, la regola del silenzio dovrebbe essere al
primo posto. Iddio non si dona ad un’anima ciarliera che come un fuco nell’alveare
ronza molto, ma non produce miele. Un’anima che chiacchiera molto è vuota al
suo interno. Non ha né virtù fondamentali, né intimità con Dio. Non è il caso
di parlare di una vita più profonda, della soave pace e tranquillità nella
quale abita Iddio. Un’anima che non ha gustato la dolcezza della quiete
interiore, è uno spirito inquieto; e turba la tranquillità degli altri. Ho
visto molte anime negli abissi infernali per non aver osservato il silenzio.
Loro stesse me l’hanno detto quando ho chiesto loro quale era stata la causa
della loro rovina”.
“Nella
lingua c’è la vita, ma anche la morte. E talvolta con la lingua uccidiamo,
commettiamo dei veri omicidi; e possiamo ancora considerare ciò una piccola
cosa? Per la verità non riesco a comprendere tali coscienze”.
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