In molti rapporti di lavoro e interpersonali gioca un ruolo fondamentale l’equilibrio della presenza e dell’assenza. In alcune posizioni di potere nel contesto lavorativo come quello di una leadership oppure nelle situazioni tra due innamorati, vince colui che sa giostrarsi bene nel dosarsi. In un ambiente lavorativo, ad esempio, il primo passo da fare è dare la presenza di noi stessi, anche fuori orari, se si lavora su turni. In questo modo l’attenzione convergerà su di voi. Diventerete una persona sulla quale ci si può contare e sarete il punto di riferimento dei vostri colleghi. Una volta dimostrato il vostro valore, dovrete cominciare a far sentire la vostra mancanza. Le persone che gravitano intorno a voi, dovranno capire che quando non ci siete, la giornata non sarà delle migliori.
L’impegno di
destreggiarsi nell’assenza e nella presenza è notevole, perché la base è
concentrarvi sul miglioramento delle attività quando ci siete. Ma sarete troppo
disponibili, diventerete un’abitudine e l’apprezzamento
delle capacità sarà dato per scontato. Anzi, la troppa partecipazione può
essere di stimolo per il vostro capo o per i colleghi a sobbarcarvi di ulteriore
lavoro e approfittarsi della bontà d’animo. Bisogna comportarsi come in una
relazione d’amore. All’inizio due persone hanno il trasporto e la passione; poi
inevitabilmente tutto si affievolisce e subentra l’abitudine. Se non siamo
bravi a tenere il partner sulle spine, la nostra figura perderà interesse. Per
evitare che ciò avvenga, l’altra persona dovrà desiderarvi. C’è un momento
giusto nel sottrarsi ed è esplicitamente quando vi accorgerete che l’altra
persona non vi rispetta più.

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